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“Dov’è finita Audrey?”

Autore: Sophie Kinsella
Anno pubblicazione: 2015
Casa editrice: Mondadori
Titolo originale: Finding Audrey
Consiglio: Ai genitori che hanno dei figli adolescenti, e agli adolescenti stessi.
LIBRO

I libri di Kinsella da sempre hanno un successo. Ha un serie di libri, di cui è stato girato anche un film. Anche se uno non l’ha mai letto, la conosce.
Per me questo è il primo vero approccio con lei, anche se in casa un suo libro ce l’ho (“Sai tenere un segreto?”).
Il nuovo libro mi ha attirato proprio per la trama, del tutto nuova per l’autrice. Ho degli adolescenti in famiglia, e può essere che qualche cosa mi sia stato famigliare.

La protagonista è una adolescente, Audrey. A cui ti affezioni subito, e sai che le è successo qualcosa di brutto, ma lei non te lo dici, e tu non insisti per turbarla. Segui il suo piccolo diario, e speri che lei possa farcela. Che lei riesca a guardare negli occhi il suo prossimo, che lei possa stare bene con se stessa ma anche con gli altri.
Alla fine, non viene raccontata del tutto la storia del trauma, ma forse non serve neanche. Ne sentiamo ogni giorno al TG del bullismo a scuola. Anche per questo mi è piaciuto il romanzo. È attuale. Ma raccontato con la comicità, ma il dramma non manca. Ho adorato tutti personaggi principali. La scena del gelato mi ha commossa! Ah, mi sento una adolescente euforica! ;-)

Copertina: Di un colore leggero del rosa, e con Audrey disegnata, un pò “Diva” come la chiama un vicino di casa.

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“Nessuno sa di noi”

Autore: Simona Sparaco
Anno pubblicazione: 2013
Casa editrice: Giunti Editore
Nessuno sa di noi

Alcuni libri magicamente ti attraggono. Questo è uno di quelli. Da sempre l’ho accarezzato con lo sguardo sui scaffali delle librerie. Ogni libro ha un suo momento, non me lo stancherò mai di ripetere.
“Nessuno sa di noi” è un urlo disperato che tutti fanno finta di non sentire. L’argomento del libro è molto delicato – Aborto terapeutico. La voce che non si trova nemmeno su Wikipedia. L’interruzione della gravidanza al 7 mese (in Italia possibile solo fino alla 22esima settimana) a causa della malformazione del feto. Non mettersi al posto della protagonista è impossibile per nessuna donna. Cosa farebbe ognuna di noi, se scoprisse questa tragedia? E’ la cosa di cui ha terrore ogni donna.
L’autrice ci mostra questa storia, in una specie di diario, la storia viene raccontata dalla protagonista Luce, la madre, che con il suo compagno Pietro, finalmente dopo tante prove, tanti test, riescono ad avere il risultato positivo al test di gravidanza. La gioia dura fino al 7 mese, dopo quale tutto si frantuma.
Una donna vivrà sempre maggiormente questo dramma, perché prima o poi se lo chiederà ognuna se è stata colpa sua, se ha fatto qualcosa di sbagliato.

Una lettura necessaria. Questo argomento non deve essere tabù. Le famiglie devono essere sostenute in queste situazioni, e non giudicate.

Titolo: Solo dopo aver finito il libro si capisce veramente la profondità e tristezza del titolo.
Copertina: Le foglie cadute. Volate vita. Perdute.

“Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”.

Autore: Mark Haddon
Anno pubblicazione: 2003
Casa editrice: Einaudi
Titolo originale: The Curious Incident of the Dog in the Night-Time

È giusto leggerlo

Il protagonista di questo libro, Christopher, ha la sindrome di Asperger. Un argomento non facile, ma tutto viene raccontato da stesso Christopher. Come capisce di non essere come tutti, racconta le sue stranezze e racconta le sue paure. Paure proprio con cui ci si scontra uno “Non Asperger” (chiamare normale ormai non posso fare, nessuno ormai lo è), e le difficoltà che si creano nel rapporto.
Il libro è molto scorrevole, lo si legge come si stesse guidando una Ferrari – veloce. Ci si affeziona subito a Christopher è gli si vuole bene.
Ho trovato il finale molto bello. Pieno d’ottimismo, che nonostante i problemi di ogni giorno, dovremo sempre avere.

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“Amabili resti”

Autore: Alice Sebold
Anno pubblicazione: 2002
Casa editrice: Edizioni E/O
Titolo originale: The Lovely Bones
Consiglio: Per adolescenti che si sentono grandi, ma in fondo nessuno lo è, e per i genitori.

Trama: Susie, quattordicenne, è stata assassinata da un serial killer che abita a due passi da casa. È stata adescata, stuprata, fatta a pezzi e nascosta in cantina. Il racconto è affidato alla voce della stessa Susie, che dopo la morte narrra la vicenda con lo spirito allegro e senza compromessi dell’adolescenza.

Commento: Una sera trasmettevano il film tratto da questo libro, e mi fermai a guardarlo. Mi piacque, rimanemmo davanti alla televisione abbracciati col mio compagno, angosciati dalla storia, cercando di sostenerci a vicenda. Dopo di che decisi che dovrei avere anche il libro. Ma solo dopo tanti mesi, e rincontrando il film di nuovo in televisione, che decisi di non guardare, mi misi a leggerlo. La cosa mi che sorpresi, una volta cominciato il libro, ho dimenticato tanti eventi successi nel film, infatti adesso vorrei rivedere il film.

Il libro viene raccontato dalla stessa protagonista assassinata, una ragazzina di 14 anni, ancora con tutta la vita davanti. La vita che le è stata rubata. Si sa dall’inizio chi è l’assassino. Il vicino di casa. Il vicino di cui non sospetteresti mai. Perché dei vicini di solito ci si fida, no? L’istinto dei genitori raramente sbaglia, nemmeno in questa storia sbaglia. Però l’istinto alla polizia come prova non basta. E così la famiglia vive la tragedia. Genitori, sorella e fratellino a cui non si sa come spiegare perché sua sorella maggiore non rientra in casa. Ognuno vive il dolore a modo suo. Un dolore a quale non ci si abituerà mai nessuno.

Vorrei tanto che questo libro fosse come lettura nelle scuole. Tutti sono convinti a loro non succederà niente, che sono forti e semmai sapranno difendersi. Questo libro deve essere lezione. Un esempio.

Il diario di un pazzo / Il naso

Questo libro, pubblicato da Einaudi, ha attirato la mia attenzione per la presenza anche del testo in lingua originale. Ed è stato bello leggere in entrambi lingue. Ho avuto emozioni diverse, a seconda della lingua in cui leggevo. È stato strano.
“Il naso” è una bizzarra storia. Non mi ha emozionato più di tanto. Forse non ho capito quello che voleva dire l’autore. Mentre “Il diario di un pazzo” mi è piaciuto, “particolare” anche questo, ma ho riconosciuto molte persone in questo racconto. In questa pazzia, che ormai è comune. Secondo me, sono tante le persone che vivono con le loro convinzioni. Mi ha ricordato anche il romanzo pubblicato dalla casa editrice Adelphi “l’uomo che guardava passare i treni” di Georges Simenon, entrambi personaggi con lo stesso sintomo, secondo me.

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“A spasso con Bob”.

bob
Autore: James Bowen
Titolo Originale: A street cat named Bob
Anno pubblicazione:
Anno pubblicazione Italia:
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Consiglio: a TUTTI! Non c’è una fascia d’età.

Ricordo bene quel giorno in cui vidi il servizio al tg che parlava di questo libro, ho subito pensato di consigliarlo alla mia amica, che vive da anni ormai col suo gattone, pur non essendo una grande lettrice, speravo che almeno trattandosi del animale che le piace, questo libro la potesse interessare. Tutto fini che dopo mesi a comprarlo sono stata io, non l’ho mai cercato, questo libro mi ha trovato da solo. Nel momento in cui l’ho preso, non ho avuto nemmeno il dubbio “prendo o lascio”. Assolutamente prendo.
Una lettura molto scorrevole, i capitoli vanno uno dopo l’altro senza nemmeno che te ne accorga. La storia vola. Però non è solo una storiella di un ragazzo che trova il gatto. Come James non sappiamo il passato di Bob, ma veniamo a conoscenza di tutto quello che ha dovuto passato lui, James. Ha fatto tanti errori, ha intrapreso delle strade sbagliate, ma si è risvegliato dall’oscurità che l’aveva inghiottito e stava lottando per uscirne. Racconta la sua vita, come ognuno di noi, giudicare senza pensarci troppo, del vero perchè, la gente finisce in quel modo. Ci sono tanti truffatori, certo, ma ci sono delle persone come James. Parla di come si diventa veramente invisibile per il mondo esterno, la solitudine con cui è difficile combattere.
Innamorarsi del gatto, a cui viene dato il nome, Bob, è impossibile. Tramite le pagine senti le fusa, e ci vuoi giocare anche tu con lui. Questo gatto è incredibile, come d’altronde ogni gatto sulla Terra.

Un giorno, girando per Londra, spero di incontrare James e Bob. Senza troppe parole, vorrei accarezzare Bob, e stringere la mano a James. Lo ammiro tantissimo.

Trama: Quando James Bowen trova davanti alla porta del suo alloggio popolare un gatto rosso, rannicchiato in un angolo, impaurito e malato, non immagina quanto la sua vita stia per cambiare. James, ventisette anni, un passato di alcol e droga, non ha un lavoro né una famiglia su cui contare. Vive alla giornata per le vie di Londra, e raccoglie qualche spicciolo suonando la chitarra davanti a Covent Garden e nelle stazioni della metropolitana. L’ultima cosa di cui ha bisogno è un animale domestico. Eppure non resiste a quella palla di pelo, che subito battezza Bob. Pian piano James riesce a farlo guarire, e a quel punto lascia il gatto libero di andare per la sua strada, convinto di non rivederlo più. Ma Bob è di tutt’altro avviso: per nulla al mondo intende separarsi dal suo nuovo amico e lo segue ovunque. Instancabile. Finché a James non rimane che arrendersi. È l’inizio di una meravigliosa amicizia e di una serie di singolari, divertenti e a volte pericolose avventure che trasformeranno la vita di entrambi, rimarginando lentamente le vecchie ferite, anche quelle più profonde.

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“Da adesso in poi”

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Storia semplice. Scorre molto velocemente. Un libro che puoi leggere in un giorno, ma che ho preferito dividere in due. Una storia d’amore che finisce, e che si supera. L’autore ha provato a descrivere il dolore, e c’è stato, ma non troppo profondo. Non mi ha trascinato nel vortice di tristezza. Superato molto velocemente.
Tanti auguri all’autore. Buona fortuna per il prossimo romanzo (augurando meno “punto e a capo”.)

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“Tutto quello che avremo potuto essere io e te se non fossimo stati io e te”

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Autore: Albert Espinosa
Titolo Originale: Todo lo que podriamos haber sido tu t yo si no fueramos tu y yo
Anno pubblicazione: 2010
Anno pubblicazione Italia: 2011
Casa Editrice: Adriano Salani editore / TEADUE

Un titolo magnifico, che solo a leggerlo la prima volta cominci a viaggiare nella tua mente, perché naturalmente applichi sulla tua vita e di domandi “Cosa saremmo stati se fossimo diversi, se avessimo una vita diversa da quella che abbiamo?” Un grande titolo, da cui la gente si aspetta un grande dilemma d’amore. E d’amore parla questo libro, come tutti i libri di Albert Espinosa. Ma il fatto sta che lui ha un modo tutto suo di parlare della vita, dell’amore. E la storia che troviamo all’interno a molte persone potrebbe deludere, ho letto tante volte “Di bello nel libro c’è solo il titolo.”, che peccato un commento del genere. Perché quello c’è troviamo all’interno del libro è una storia straordinaria, di una perdita che sconvolge il protagonista, a tal punto a fare un passo folle, non di suicidarsi, ma di rinunciare al sonno, come se fosse la salvezza. Ma l’arrivo di uno “straniero” blocca l’azione, e apre gli occhi ad una realtà che il mondo non è pronto ad accettare. È sopratutto tra vari eventi, fa capire che dormire spesso è proprio la salvezza per un umani in questo mondo così frenetico, così crudele. Addormentarsi e sognare, l’unica cosa innocente che ci rimane da fare.

Albert Espinosa o ti piace o non ti piace. Ha una scrittura molto particolare, che in tutti gli altri scrittori non ho mai sopportato, e in lui amo. Mi piace la semplicità con cui ti arriva al cuore, e ti commuove.
Questo è il suo primo romanzo, ne seguono altri. E a mio parere un libro dopo altro, non ha fatto che migliorare.

La sua opera più famosa in Italia “I braccialetti rossi” per il film a puntate trasmesso su RaiUno.

Altri libri:
“Se mi chiami mollo tutto…però chiamami”
“Bussola alla ricerca dei sorrisi perduti”

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Wulf Dorn

Mentre sto leggendo il terzo libro di Wulf Dorn “Follia profonda”, scopro l’uscita del suo nuovo libro dal titolo “Phobia”, purtroppo ancora non pubblicato in Italia, ma ho la fede in casa editrice Corbaccio, che per ora ha pubblicato tutti i suoi libri, che ci sta già lavorando alla traduzione. Non vedo l’ora che esca.
Dopo il suo primo romanzo d’esordio “La psichiatra”, l’autore mi ha completamente conquistato. Da sempre affascinata di ospedali psichiatrici, non potevo non innamorarmi del suo romanzo, e con piacere, grande piacere, anche altri romanzi sono sempre nella Waldklinik (almeno i primi tre :) )

I suoi romanzi:
La psichiatra
Il superstite
Follia profonda
Il mio cuore cattivo
Phobia (in attesa di pubblicazione in Italia).

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“Un giorno, forse”

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Famosa per il telefilm “Una mamma per amica” (“Gilmore girls”) Lauren Graham pubblica il suo primo libro dal titolo “Un giorno forse”. Subito riscuote successo in patria, e presto diventerà anche un telefilm. E Lauren probabilmente pubblicherà anche il seguito.

Autore: Lauren Graham
Anno pubblicazione: 2013
Anno pubblicazione Italia: 25 marzo 2014
Titolo originale: Someday, someday maybe
Casa editrice: Sperling & Kupfer

Trama: Quante volte Franny Banks, passeggiando sulla Quinta Avenue con gli anfibi e l’uniforme da cameriera, si è detta: Un giorno, forse, camminerò su questa strada con i tacchi alti e il portamento da vera diva. Quando è arrivata a New York, aspirante attrice e aspirante molte altre cose, Franny aveva un piano: sfondare nel cinema nel giro di tre anni. Ora ne sono passati due e mezzo, e le cose non stanno andando esattamente come sperato. La sola parte che ha ottenuto è stata in uno spot pubblicitario…

Se non l’avesse scritto Lauren, non credo che avrei mai acquistato questo libro..se non, magari, 10 anni fa. E’ un romanzo comico, che cerca farti ridere, e sicuramente sarà un gran telefilm. Comico, e molto americano. Ciò che io non leggo quasi mai. Non è il mio genere. Ma ciò nonostante l’ho letto con piacere, la protagonista la immaginavo con il volto di Lauren, anche se continuavo a ripetermi, che non sarà lei ad interpretare Franny Banks. Ma pensandola col volto ormai famoso, ridevo ancora di più. Perchè in fondo, Lauren, credo che assomigli un pò a Lorelai Gilmore, la comicità che c’è in Lorelai, non può mancare in Lauren. Mi ha fatto ridere l’agenda. Mi hanno fatto pena i provini. Ho da subito preso in simpatia uno, ed in antipatia l’altro. E ho fatto la mia camminata sul tapetto rosso, imbarazzata da tanti flash.
Il finale? Ma perchè c’è un finale? Quello è arrivato veramente inaspettatamente, con un semplice “Biip”. Vai a capire il significato.

laurenbook

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